La prima World Car della Storia
Esigenza che con l'arrivo degli anni '70 e della grave
crisi petrolifera, arrivò mediante la sempre crescente domanda per auto piccole
e meno assetate di carburante; questo bastò per dar inizio allo sviluppo
concreto del progetto denominato "Bobcat",
con il quale Ford manifestò la volontà di competere ad armi pari con due
progetti che all’epoca spopolavano in Europa e nei mercati sudamericani:
Il progetto venne realizzato in fretta e furia, la
concorrenza era agguerrita e nascevano ogni giorno sempre più “supercompatte” (Volkwagen/Audi Derby-Polo, Austin Metro, Talbot/Simca Samba e Peugeot 104
e in Ford non avevano intenzione di perdere il treno in Europa.
La strana coppia, nemici/amici
Il
progetto Bobcat era davvero figlio dei suoi tempi:
Finalmente,
nel dicembre del 1975 il modello destinato alla produzione in serie venne
finalmente svelato, assieme al suo vero nome: Fiesta.
Nasce cosi, agli albori del '76, la prima generazione
della compatta di casa Ford. Ebbe un enorme successo ovunque, tranne in nord
America, dove strozzata dalla bassa cilindrata ed da alcune infelici scelte
commerciali, fu prodotta solo fino al
1980 e sostituita poi con la terza generazione della Escort.

Le
prime motorizzazioni vedevano la presenza di tre propulsori alimentati a benzina,
rispettivamente con cilindrate di 950, 1.1 e 1.3 con cambio meccanico a quattro
marce IB4, trazione anteriore e quattro freni a tamburo.
Il
successo fu immediato: nel 1979 uscì dalla fabbrica l’esemplare numero 1'000’000,
acclamandosi come la più venduta Ford a trazione anteriore.
Nel 1980, anticipando la tendenza delle “Piccole
e Cattive” debuttò nel mercato la versione 1.3 Supersport, che aprì la
strada per la successiva e definitiva versione sportiva, denominata Xr2
che venne prodotta l’anno successivo.

Dopo il successo sportivo al Rally di Montecarlo, per
Il
ridotto consumo di carburante fu un cavallo di battaglia per
Il
1981 infatti, oltre a vedere il debutto della XR2, corona ulteriormente
l'inarrestabile successo di questa vettura grazie al duemilionesimo
esemplare uscito dalle catene di montaggio(dopo solo 58 mesi di produzione),
infrangendo ogni record europeo raggiunto fino a quel momento. Ma in Ford
decisero di rimaneggiare il progetto ed di limare i pochi difetti emersi (tra i
quali la rottura del cambio intorno ai 100 mila km annunciata dal cessato
funzionamento del cruscotto) e nel contempo rinfrescarne la linea, che iniziava
a risentire del tempo.

Arriva il 1983,
Le linee di questa nuova versione acquisiscono più
aerodinamicità, avvicinandosi allo stile della best seller Sierra; gli interni
vengono riprogettati ex novo, compresa la strumentazione. Tuttavia questa
seconda versione altro non è che un "facelift"
della precedente, avendo lo stesso telaio, freni, cambio e propulsori.
Rimangono quasi inalterati i motori 950 e 1.1, che
beneficiano dell’abbandono del classico carburatore monocorpo
Ford, a vantaggio di un doppio corpo Weber ed di una testata ad alta
compressione, mentre il 1.3 viene rimpiazzato con un propulsore di provenienza
Escort, sostituito definitivamente due anni piu tardi
da un 1.4. Viene introdotto come optional un cambio meccanico a cinque marce,
l’IB5 e, per la prima volta sulla Fiesta, compie il suo debutto un motore
diesel con cilindrata 1.6, sempre di derivazione Escort.
Tutti i motori vengono ottimizzati per funzionare a
miscele magre, segno dell'attenzione all'ambiente che in quegli anni iniziava
sempre più a prendere piede.
La sportiva XR2 riceve in dote un incremento di potenza
fino a quota 96cavalli, grazie al 1.6 già presente sulle Escort XR3.
Anche
l'estetica viene aggiornata con i nuovi stilemi e resa ancora più aggressiva e
cattiva.
Una versione più spinta della XR2, che si vociferava esser
Turbocompressa (come
Tuttavia vennero prodotti numerosi kit aftermarket;
uno di questi, prodotto dalla inglese Turbo Technics,
venne addirittura acquistato dalla Ford e venduto come un "Upgrade
Pack", potenziando

E
così anche anni '80 volgono al termine e sul finire della decade, in occasione
del salone di Ginevra dell'89, viene presentata finalmente
In questo caso
E’
un auto quasi integralmente nuova: dimensioni leggermente maggiori, linee più
dolci ed aerodinamiche, nuovi sistemi di sicurezza (ALB poi sostituito
dall’ABS, Airbag, pretensionatori, sedili antiscivolo, interruttore inerziale
per il blocco del flusso di carburante, e dal
I motori subiscono un ulteriore rinnovo per far fronte
alle nuove richieste in fatto di inquinamento e consumi, abbandonato nel 1992
il carburatore e sposando l’iniezione elettronica su tutta la gamma.
Questi
motori vengono battezzati HCS, High Compression Swirl
Vengono presentati due nuovi motori a combustione magra
1.0 e 1.1, il Kent HCS, mentre i 1.4 e 1.6 vengono
solamente rivisti ed affinati. il 1.6 presente sulla XR2 viene dotato di
iniezione elettronica, rinominando la gamma sportiva in XR2i. Lo stesso
motore venne in seguito dotato di turbocompressore (RS Turbo), ma nel '92 venne
rimpiazzato dal 1.8 (RS1800) facente parte della nuova gamma di propulsori
denominata Zetec. La versione XR2 venne infine
rinominata Si (Acronimo di Sport Injection,
detta anche Pro e Futura) e viene
dotata, oltre al solito 1.4, del nuovissimo 1.6 Zetec-E
ed il suo look viene rivisto con un nuovo paraurti bombato con fendinebbia
dalle linee meno estreme rispetto a quello della precedente XR2i
.
Nel giro di due anni,
Nel
'94 Ford intraprende una delle più vaste iniziative di sicurezza mai proposte
da un costruttore, offrendo di serie l’SRS Pack: airbag guidatore, optional
l'airbag passeggero e le barre antiintrusione.
Una
piccola curiosità: nell'

Fiesta
Mark 4 – Finisce l’era delle Utilitarie
Nel '95 entusiasti già per il successo della Mondeo,
optano per una rivisitazione totale dell'estetica, dei motori e delle
sospensioni, trasformando la piccola Fiesta in un vero salotto a quattro ruote,
donandogli la stessa cura dei particolari propria dell’Ammiraglia Ford.
Questo
cambiamento radicale, già visto con la versione precedente, mantiene
Richard Parry-Jones, allora
responsabile della divisione Ford per le
vetture medio-piccole, commentò le intenzioni della
casa madre in questa maniera:"Per la nuova Fiesta il nostro obiettivo è
stato di sviluppare soluzioni di ingegneria creative che ci aiutassero a superare
alcuni dei tradizionali compromessi. Abbiamo voluto creare una vettura che sia
più efficiente, più confortevole, più sicura e che sia anche in grado di
offrire una straordinaria esperienza di guida per un target di consumatori le
cui esigenze vanno al di là della mera esigenza di trasporto".
Non
c'è quindi da stupirsi se, ancora una volta,
Seguendo la via tracciata dalla Mondeo, viene addolcita
molto nelle linee, il muso viene abbassato e debutta un nuovo tipo di gruppi
ottici anteriori, mentre i posteriori vengono leggermente ingranditi.
All'interno si assiste ad una rivisitazione totale dei componenti, le linee
vengono arrotondate e le finiture si collocano oltre qualsiasi standard per un
auto di questa categoria.
Una nuova famiglia di motori alimenta questo gioiello, è
l'avvento dei propulsori Zetec-Se con
cilindrate 1.25 e 1.4, tutti alimentati a benzina e ad iniezione diretta, figli
diretti del “big esperiment” della Fiesta Si, la
prima utilitaria a montare un propulsore in alluminio, il potentissimo e
rabbioso Zetec-S, ora pulsante nella Mondeo e nella
nascente Focus. La versione SE è meno scorbutica e più dolce nell’erogazione,
quindi adatta nel ruolo di una vettura, che dopo essere stata una sportiva
nervosa ed aggressiva, uno strumento di lavoro affidabile e robusto ed una
vettura familiare economica e pratica, si riscopre essere lussuosa e
comodissima.
Il
Kent tuttavia non vuole cedere la scena, e per il
mercato inglese ricompare in versione 1.3 benzina, beneficiando di un nuovo airbox, ed interventi atti a renderlo compatibile con la
normativa Euro 2 e 3, oltre che restituirgli finalmente quelle note di
carattere che aveva perduto con il passaggio all’iniezione elettronica
diventando più regolare e meno assetato ma anche leggermente pigro, con il nome
di Endura-E. La stessa unità equipaggerà poi
Il
comparto diesel viene aggiornato con un 1.8 aspirato, l'Endura-DE.
Invece
per le unità 1.0 e 1.1, con i 1.6 e 1.8 Zetec-C, cala
il sipario, chiudendo per sempre l’epoca dei monoblocchi inglesi ricavati da
fusione di ghisa, epoca durata ben 35 anni.
Infine,
il vecchio IB4 sparisce con i Kent 1.0/1.1 ed è l’epoca del dominio del cambio meccanico
a cinque marce con frizione auto registrante, il modello IB5+ che già aveva
fatto timidamente capolino sulle Mk3 1.1i/1.3i e che vedrà la sua massima
espressione sulla Focus.
Il comparto sospensioni, che per molti era il tallone d’achille della vecchia guardia, viene eccellentemente
revisionato, rendendo
Sul fronte della sicurezza non mancano gli aggiornamenti,
debuttano i sistemi EBD e TCS, affiancati all'ABS già collaudato sulle
precedenti versioni; il doppio airbag frontale viene fornito di serie, insieme
ad un telaio piu resistente e ad un nuovo piantone
dello sterzo dotato di stelo collassabile.
Con questa quarta generazione
Ancora una volta è best seller in Inghilterra e riscuote
successo in tutta Europa, in Brasile, Argentina, Cile ed Asia (grazie anche
alla joint venture con Mazda, tramite la quale
Gli impianti di produzione europei vennero fortemente
potenziati ed automatizzati; ogni nuova Fiesta richiedeva un tempo di circa 18
ore per essere completamente assemblata e dagli stabilimenti ne nasceva una
ogni quattro secondi, stabilendo l'ennesimo record mondiale.
E così l’esemplare numero 8'500'000 nacque nel 1996,
tagliando ancora un nuovo traguardo.
Fiesta Mark 5 – New Edge, le sei sorelle

Nel 1999 le linee del design "New Edge",
già presenti sulla figlia dell’Mk3,
Sostanzialmente la mk5 condivide lo stesso telaio e la
stessa meccanica della versione precedente,
con il semplice adeguamento del muso ed di alcuni particolari di
carrozzeria in stile New Edge.
Le
dotazioni di bordo vengono arricchite con la presenza di serie del servosterzo,
airbag laterali ed aria condizionata; TCS, EBD ed ABS vengono ulteriormente
aggiornati.
Il comparto motori rimane sostanzialmente invariato ad
eccezione del 1.8 diesel, che viene affiancato da un altrà
unità di pari cilindrata, ma dotata di turbocompressore.

Grande assente della quarta generazione era una versione
sportiva della Fiesta, che aveva ceduto il posto all’arrembante ma pretenziosa
Puma, e viene quindi reintrodotta con l'allestimento Zetec-S
estetica lievemente più aggressiva.
Nonostante gran parte del suo design derivi da concezioni
con ormai di più di 10anni sulle spalle, la validità del progetto Fiesta la fa
riconfermare nuovamente best seller nel Regno Unito.
Una
versione berlina della mk5 viene prodotta in India e poi esportata anche in Sud
Africa, Messico e Cina, dove le berline hanno più successo delle due volumi,
questa versione prenderà il nome di Ikon.
Durante la produzione della mk5 era già nell'aria l'idea
di realizzare un progetto totalmente nuovo,
che estremizzasse il nuovissimo Kinetic
Design, evoluzione del New Edge.
Molti
prototipi vennero fuori, alcuni si concretizzarono (come
Dopo
molte indiscrezioni e speculazioni, nel 2002 viene finalmente presentata la sesta
generazione della Fiesta, che esattamente come per

Esteticamente è chiaro il salto generazionale, senza più
alcun tratto in comune con le sue antenate; con
“Muore”, ma solo sulla carta, la gloriosa serie Zetec, rinominata in Duratec ed aggiornata alle stringenti normative Euro
4, che ne mortificano leggermente le doti prestazionali.
Inizialmente
vengono rese disponibili unità con cilindrata di 1.25, 1.3, 1.4 e 1.6.
I
propulsori diesel vengono completamente rimpiazzati dal nuovo TDCi, dotato di iniezione elettronica Common Rail e progettato in collaborazione col gruppo PSA (gli
stessi motori, infatti equipaggiano anche vetture Citroen, Peugeot e Mini);
inizialmente era disponibile solo una versione 1.4 TDCi
dotata di turbocompressore, successivamente venne affiancato da un 1.6 TDCi, sempre turbocompresso, ma dotato anche di
intercooler; questa nuova gamma di motori a gasolio venne chiamata Duratorq,
mappati per limitare al massimo i consumi, ma di certo non per esaltarne il
brio.
Dal 2004 ritorna la versione sportiva, chiamata ST,
ed equipaggiata con il 2.0 Duratec da 150 cavalli, di derivazione Mondeo. Ford tentò
di rinnovare l'anima sportiva di quest'auto, riportando in auge il mito XR2 (in
Australia
Accanto
alla ST venne poi affiancato l’allestimento S, pressoché identico nell’estetica alla ST, ma con potenze
inferiori date dall’uso di propulsori più tranquilli come il 1.6 Duratec ed il 1.6 Duratorq TDCi.
Parallelamente
a queste due nuove versioni sportive Ford svelò al Salone dell’Auto di Ginevra
un prototipo per quella che sarebbe dovuta divenire entro breve
Purtroppo il
progetto non uscì mai dallo stadio di prototipo, lasciando a bocca asciutta chi
già pregustava una versione così agguerrita della piccola Fiesta, ed il vero
motivo non fu mai chiaro. Molti accusarono il telaio d’essere poco adatto a
sopportare una simile potenza, ma tra gli addetti ai lavori serpeggiò il
sospetto d’una probabile guerra tra Fiesta e Focus, esattamente come tra
Anche
per la mk6 fu allestita una versione berlina, prodotta inizialmente per il
Brasile, ed esportata poi in altri stati.
Con
questa nuova e completamente inedita generazione,
Nel 2005 viene commercializzato un restyling della mk6, è
la volta quindi della mk7, anche se molti appassionati la definiscono
Mk6b, proprio per le minime modifiche apportate al modello.
Questa
nuova versione mantiene gli stessi motori e la stessa meccanica della
precedente, anche per la mk7 sono
previste le versioni S ed ST.
Inoltre,
i tempi del rientro della Fiesta nel mercato nord americano non sono ancora
maturi: l'ultimo esemplare prodotto risale al 1980, ancora nella sua prima
generazione.
Fiesta Mk8 – Rinasce

Al salone di Francoforte del 2007 viene finalmente
presentata la concept-car Verve, che già aveva
poco e niente l'aria d’un prototipo e svelava le probabili linee della nuova
generazione di Fiesta.
L’estetica
è completamente rinnovata e figlia della naturale evoluzione del già noto Kinetic Design, una linea filante e moderna della
carrozzeria si accompagna a degli interni di fattura decisamente migliore
rispetto alla generazione precedente, con un design originale e
l’implementazione di nuove funzioni (computer di bordo interattivo, comandi al
volante, interfaccia Bluetooth ecc.)
Dopo alcune incertezze sul nome definitivo da dare a
questo nuovo modello, in Ford si decise che trent’anni di gloriosa tradizione
non potevano esser dimenticati, decidendo così di mantenere il nome
tradizionale, in luogo del probabile Verve.
Corsi
e ricorsi storici: anche la prima Fiesta avrebbe dovuto chiamarsi Bobcat…
L'ottava generazione venne presentata negli
showroom nel settembre 2008, durante il 2009 prenderà il volo verso l’Asia e
l’America, avvalendosi di due nuovi stabilimenti produttivi e intraprendendo
una coraggiosa politica da auto “mondiale”, esattamente come l’antenata Mk1.

La mk8 condivide il pianale della sorella Mazda2, con la
quale è anche accomunata da alcuni tratti estetici.
I primi motori a muovere
La trasmissione si avvale di un classico cambio meccanico
a 5 marce o un di automatico a 4 marce, viene introdotto inoltre un nuovo
sistema electric motion per
il servosterzo in luogo del precedente sistema idraulico, in grado di diminuire
il carico sul motore e d fornire una rigidità variabile in funzione della
velocità di marcia..
Il
2009 vedrà inoltre la probabile commercializzazione della versione S dotata del
1.6 turbo succitato, mentre voci di corridoio accennano alla rinascita del
progetto RS, con una probabile commercializzazione tra il 2010 ed il 2011.
Nel 2009 Fiesta compie 33 anni.
Auguri!
Fiesta nello
sport


Dopo appena
32 mesi dalla sua prima entrata in scena nel '76,
La vettura utilizzata era equipaggiata con un motore 1.6
da 155cavalli, con carburatore Weber doppio corpo, carter secco, accensione
elettronica e differenziale a slittamento limitato; pesava soltanto 800chili.
Ottenne un sensazionale decimo posto assoluto, pur essendo alla sua prima
uscita nel mondo delle gare.
In Regno Unito
Un altro campionato monomarca è il Fiesta Sporting Trophy, iniziato nel
2006, prevedendo gare su tracciati da rally, con vetture tutte alla pari in
termini di prestazioni
Nel 2007 viene anche presentata
Sin
dal 1977
Fu anche 12 volte best seller in Germania e
Ad oggi sono state prodotte più di 12 milioni di
esemplari.
Fiesta in Italia è stata più volte l'auto estera più
venduta (con più di 1 milione e 600 mila esemplari), un italiano su tre l'ha
guidata; attualmente è sul podio delle vendite sia per quanto riguarda le
immatricolazioni totali, sia per il solo mercato diesel.