La Storia

 

La prima World Car della Storia


La Fiesta nasce nella mente di Henry Ford III e del suo entourage di tecnici come un progetto d’auto compatta, dai consumi ridotti e prestazioni brillanti, destinata fin da subito ad essere inserita nel panorama automobilistico mondiale, in pratica l’antesignana di quelle che, successivamente, saranno definite “World Car”; tuttavia, all’epoca dei primi vagiti del progetto s’era ancora negli anni '60 e la Fiesta rimase sulla carta, in attesa di una ragione per collocarla sul mercato.


Esigenza che con l'arrivo degli anni '70 e della grave crisi petrolifera, arrivò mediante la sempre crescente domanda per auto piccole e meno assetate di carburante; questo bastò per dar inizio allo sviluppo concreto del progetto denominato "Bobcat", con il quale Ford manifestò la volontà di competere ad armi pari con due progetti che all’epoca spopolavano in Europa e nei mercati sudamericani: la Fiat 127 e la Renault 5.


Il progetto venne realizzato in fretta e furia, la concorrenza era agguerrita e nascevano ogni giorno sempre più “supercompatte” (Volkwagen/Audi Derby-Polo, Austin Metro, Talbot/Simca Samba e Peugeot 104 e in Ford non avevano intenzione di perdere il treno in Europa.

 

La strana coppia, nemici/amici

 

Il progetto Bobcat era davvero figlio dei suoi tempi: La Ford, che già guardava all’Italia motoristica come un punto di paragone (ricordiamo il tentativo d’acquisizione della Ferrari), e sicuramente memore dell’aneddoto che narrava della presenza d’una 127 nelle officine Volkswagen, scelse la 127  Fiat per non dover aspettare la progettazione definitiva del telaio che avrebbe dato forma alla Fiesta, e per non dare troppo nell’occhio durante le prove del propulsore scelto: l’Unità Kent OHV denominata “Valencia” in onore della nuova fabbrica appena aperta da Ford, unità propulsiva già impiegata da Ford Europa per la Anglia . Quel motore, originariamente disponibile solo in 1.100cc ed 1.300cc, fu accompagnato con una versione meno potente ma più economica al di sotto del litro di cilindrata, venduta quasi esclusivamente in Europa. Questa versione non fu mai provata sul telaio della 127 poiché aveva una sonorità metallica molto particolare ed avrebbe potuto far “tradire” il progetto.

 

Finalmente, nel dicembre del 1975 il modello destinato alla produzione in serie venne finalmente svelato, assieme al suo vero nome: Fiesta.

 

 

 

 

 

La Mark 1 – La storia ha inizio


Nasce cosi, agli albori del '76, la prima generazione della compatta di casa Ford. Ebbe un enorme successo ovunque, tranne in nord America, dove strozzata dalla bassa cilindrata ed da alcune infelici scelte commerciali,  fu prodotta solo fino al 1980 e sostituita poi con la terza generazione della Escort.


La Fiesta ebbe i natali in Inghilterra (Dunton Essex), in Germania (Colonia) ed in Spagna (lo stabilimento di Valencia venne costruito specificatamente per produrre quest'auto e la nuova versione del Kent, che nel frattempo salì dagli originari 40cv a 50cv per la 1.1, 60cv per la 1.3), e  riscosse grande apprezzamento per il  su design ricercato (la Fiesta aveva il coefficiente aerodinamico più vantaggioso della sua categoria), le motorizzazioni brillanti e poco assetate, e la praticità d'uso.

Le prime motorizzazioni vedevano la presenza di tre propulsori alimentati a benzina, rispettivamente con cilindrate di 950, 1.1 e 1.3 con cambio meccanico a quattro marce IB4, trazione anteriore e quattro freni a tamburo.

Il successo fu immediato: nel 1979 uscì dalla fabbrica l’esemplare numero 1'000’000, acclamandosi come la più venduta Ford a trazione anteriore.

 

Nel  1980, anticipando la tendenza delle “Piccole e Cattive” debuttò nel mercato la versione 1.3 Supersport, che aprì la strada per la successiva e definitiva versione sportiva, denominata Xr2 che venne prodotta l’anno successivo. La XR2 fu equipaggiata con un motore 1.6 benzina da 84 cavalli e sfoggiava un look decisamente più sportiveggiante.

 


Dopo il successo sportivo al Rally di Montecarlo, per la Fiesta venne reso disponibile anche un pacchetto di elaborazioni per il 1.3 da 66cavalli, che veniva potenziato fino a 75 cavalli grazie ad alcuni componenti derivati dalla vettura da rally.

Il ridotto consumo di carburante fu un cavallo di battaglia per la Fiesta, ma non fu solo questo a decretarne il suo successo: design aerodinamico, portellone posteriore di tipo Hatchback (che permette una maggiore capacità di carico rispetto ad una berlina di pari dimensioni, grazie anche ai sedili posteriori ribaltabili), peso ridotto, sistemi di sicurezza all'avanguardia, sospensioni di ultima generazione (MacPherson all'anteriore, ponte posteriore completamente inedito)...sono solo alcune delle chiavi del successo straordinario che ottenne quest’auto fin dai suoi primi anni di vita.

 

Il 1981 infatti, oltre a vedere il debutto della XR2, corona ulteriormente l'inarrestabile successo di questa vettura grazie al duemilionesimo esemplare uscito dalle catene di montaggio(dopo solo 58 mesi di produzione), infrangendo ogni record europeo raggiunto fino a quel momento. Ma in Ford decisero di rimaneggiare il progetto ed di limare i pochi difetti emersi (tra i quali la rottura del cambio intorno ai 100 mila km annunciata dal cessato funzionamento del cruscotto) e nel contempo rinfrescarne la linea, che iniziava a risentire del tempo.

La Mark 2 – Il Refit


Arriva il 1983, la Fiesta di prima generazione viene mandata in pensione, ora tocca ad una versione riveduta esteticamente e meccanicamente: la Mk2


Le linee di questa nuova versione acquisiscono più aerodinamicità, avvicinandosi allo stile della best seller Sierra; gli interni vengono riprogettati ex novo, compresa la strumentazione. Tuttavia questa seconda versione altro non è che un "facelift" della precedente, avendo lo stesso telaio, freni, cambio e propulsori.


La Piccola di casa Ford, anche in questa sua seconda generazione, reclama a gran voce il successo degli anni precedenti, ottenendolo senza troppa fatica. Già ad un anno di distanza dal cambio generazionale, infatti, la Fiesta può festeggiare il traguardo dei 3milioni di unità prodotte.


Rimangono quasi inalterati i motori 950 e 1.1, che beneficiano dell’abbandono del classico carburatore monocorpo Ford, a vantaggio di un doppio corpo Weber ed di una testata ad alta compressione, mentre il 1.3 viene rimpiazzato con un propulsore di provenienza Escort, sostituito definitivamente due anni piu tardi da un 1.4. Viene introdotto come optional un cambio meccanico a cinque marce, l’IB5 e, per la prima volta sulla Fiesta, compie il suo debutto un motore diesel con cilindrata 1.6, sempre di derivazione Escort.


Tutti i motori vengono ottimizzati per funzionare a miscele magre, segno dell'attenzione all'ambiente che in quegli anni iniziava sempre più a prendere piede.


La sportiva XR2 riceve in dote un incremento di potenza fino a quota 96cavalli, grazie al 1.6 già presente sulle Escort XR3.

Anche l'estetica viene aggiornata con i nuovi stilemi e resa ancora più aggressiva e cattiva.


Una versione più spinta della XR2, che si vociferava esser Turbocompressa (come la Renault 5 Turbo, la Uno Turbo, la Y10 Turbo, la Mini De Tomaso Turbo ed altre piccole “cattive”) non venne mai prodotta, sebbene fosse da molti richiesta, proprio per evitare una guerra fraticida con la sorella maggiore, la Escort, rivelatasi essere un vero e proprio gioiello in fatto di prestazioni nei suoi allestimenti più sportivi.


Tuttavia vennero prodotti numerosi kit aftermarket; uno di questi, prodotto dalla inglese Turbo Technics, venne addirittura acquistato dalla Ford e venduto come un "Upgrade Pack", potenziando la XR2 fino a 125 cavalli.
La Fiesta mk2 diventa Best Seller in Inghilterra per tutti gli anni '80 e riscuote un grande successo anche nel resto d'Europa.

 

 

 

La Mark 3 – Brand New Day


E così anche anni '80 volgono al termine e sul finire della decade, in occasione del salone di Ginevra dell'89, viene presentata finalmente la Fiesta di terza generazione.


In questo caso la Ford Fiesta non ha più nulla in comune con le sue due sorelle che l’hanno preceduta, se non il nome.

 

E’ un auto quasi integralmente nuova: dimensioni leggermente maggiori, linee più dolci ed aerodinamiche, nuovi sistemi di sicurezza (ALB poi sostituito dall’ABS, Airbag, pretensionatori, sedili antiscivolo, interruttore inerziale per il blocco del flusso di carburante, e dal 1993 in poi servosterzo e condizionatore),un nuovo cambio automatico a variazione continua e, soprattutto, la comparsa delle 5porte che aumentava la praticità d'uso della vettura e la sua capacità di carico.


I motori subiscono un ulteriore rinnovo per far fronte alle nuove richieste in fatto di inquinamento e consumi, abbandonato nel 1992 il carburatore e sposando l’iniezione elettronica su tutta la gamma.

Questi motori vengono battezzati HCS, High Compression Swirl


Vengono presentati due nuovi motori a combustione magra 1.0 e 1.1, il Kent HCS, mentre i 1.4 e 1.6 vengono solamente rivisti ed affinati. il 1.6 presente sulla XR2 viene dotato di iniezione elettronica, rinominando la gamma sportiva in XR2i. Lo stesso motore venne in seguito dotato di turbocompressore (RS Turbo), ma nel '92 venne rimpiazzato dal 1.8 (RS1800) facente parte della nuova gamma di propulsori denominata Zetec. La versione XR2 venne infine rinominata Si (Acronimo di Sport Injection, detta anche Pro e Futura) e viene dotata, oltre al solito 1.4, del nuovissimo 1.6 Zetec-E ed il suo look viene rivisto con un nuovo paraurti bombato con fendinebbia dalle linee meno estreme rispetto a quello della precedente XR2i

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Nel giro di due anni, la Fiesta Mk3 riesce a vendere un altro milione di esemplari, ed il suo successo non accenna affatto a diminuire: la Mk3 è stata la Fiesta più venduta in assoluto, e non è raro vederla ancora oggi su strada, offrendo un confort e prestazioni ancor oggi competitivi rispetto a molte supercompatte.

Nel '94 Ford intraprende una delle più vaste iniziative di sicurezza mai proposte da un costruttore, offrendo di serie l’SRS Pack: airbag guidatore, optional l'airbag passeggero e le barre antiintrusione.

 

Una piccola curiosità: nell'89 l'artista tedesco H.A. Schult dedicò alla Fiesta una tre giorni di manifestazione a Colonia, commentando in questo modo:“Nessun altro prodotto industriale ha maggiormente ispirato l’immaginazione popolare, ha suscitato sogni tanto forti, ha cambiato la vita della gente, e influenzato le loro città e i loro ambienti…” Fiesta è “il simbolo di un’automobile che c’è per ognuno”. Tra sue sculture, molte delle quali sospese per aria, vi era una Fiesta Ghia color Oro Alata, e fu collocata dinanzi alla Cattedrale di Colonia. Le altre sculture  vennero sparse per la città e l'evento fu seguito da più di 200mila visitatori e da 14 reti televisive di tutto il mondo.

 



La Fiesta continuò a seminare il panico tra le sue principali concorrenti, sia in fatto di vendite che di prestazioni. Molti magazine dell'epoca la collocano ai vertici delle classifiche, superando d’autorità le contendenti Opel Corsa, Renault 5, VolksWagen Polo e Fiat Uno.


La Fiesta Mk3 continuò ad essere prodotta con successo fino al 1995, quando debuttò la versione successiva; tuttavia la sua storia non era giunta affatto al termine, e le due Fiesta camminarono insieme fino al 1997, quando la Mk3 lasciò il suo posto per la neonata Ka, alla quale diede il suo pianale, i suoi motori e la sua vocazione di piccola vettura multifunzione. Questa versione della Fiesta, prese il nome di Fiesta Classic, e ricevette in regalo anche il motore della sorella maggiore, la Mk4.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fiesta Mark 4 – Finisce l’era delle Utilitarie


Nel '95 entusiasti già per il successo della Mondeo, optano per una rivisitazione totale dell'estetica, dei motori e delle sospensioni, trasformando la piccola Fiesta in un vero salotto a quattro ruote, donandogli la stessa cura dei particolari propria dell’Ammiraglia Ford.

 

Questo cambiamento radicale, già visto con la versione precedente, mantiene la Fiesta ai vertici delle vendite, senza diminuire mai il suo successo. Nasce la quarta generazione di quest'auto che, come è solita fare, fa prevedibilmente man bassa di riconoscimenti e successi in tutto il mondo.


Richard Parry-Jones, allora responsabile della divisione Ford  per le vetture medio-piccole, commentò le intenzioni della casa madre in questa maniera:"Per la nuova Fiesta il nostro obiettivo è stato di sviluppare soluzioni di ingegneria creative che ci aiutassero a superare alcuni dei tradizionali compromessi. Abbiamo voluto creare una vettura che sia più efficiente, più confortevole, più sicura e che sia anche in grado di offrire una straordinaria esperienza di guida per un target di consumatori le cui esigenze vanno al di là della mera esigenza di trasporto".

 

Non c'è quindi da stupirsi se, ancora una volta, la Fiesta abbia colpito nel segno.


Seguendo la via tracciata dalla Mondeo, viene addolcita molto nelle linee, il muso viene abbassato e debutta un nuovo tipo di gruppi ottici anteriori, mentre i posteriori vengono leggermente ingranditi. All'interno si assiste ad una rivisitazione totale dei componenti, le linee vengono arrotondate e le finiture si collocano oltre qualsiasi standard per un auto di questa categoria.
Una nuova famiglia di motori alimenta questo gioiello, è l'avvento dei propulsori Zetec-Se con cilindrate 1.25 e 1.4, tutti alimentati a benzina e ad iniezione diretta, figli diretti del “big esperiment” della Fiesta Si, la prima utilitaria a montare un propulsore in alluminio, il potentissimo e rabbioso Zetec-S, ora pulsante nella Mondeo e nella nascente Focus. La versione SE è meno scorbutica e più dolce nell’erogazione, quindi adatta nel ruolo di una vettura, che dopo essere stata una sportiva nervosa ed aggressiva, uno strumento di lavoro affidabile e robusto ed una vettura familiare economica e pratica, si riscopre essere lussuosa e comodissima.

 

Il Kent tuttavia non vuole cedere la scena, e per il mercato inglese ricompare in versione 1.3 benzina, beneficiando di un nuovo airbox, ed interventi atti a renderlo compatibile con la normativa Euro 2 e 3, oltre che restituirgli finalmente quelle note di carattere che aveva perduto con il passaggio all’iniezione elettronica diventando più regolare e meno assetato ma anche leggermente pigro, con il nome di Endura-E. La stessa unità equipaggerà poi la Ka fino al 2008.

 

Il comparto diesel viene aggiornato con un 1.8 aspirato, l'Endura-DE.

 

Invece per le unità 1.0 e 1.1, con i 1.6 e 1.8 Zetec-C, cala il sipario, chiudendo per sempre l’epoca dei monoblocchi inglesi ricavati da fusione di ghisa, epoca durata ben 35 anni.

Infine, il vecchio IB4 sparisce con i  Kent 1.0/1.1 ed è l’epoca del dominio del cambio meccanico a cinque marce con frizione auto registrante, il modello IB5+ che già aveva fatto timidamente capolino sulle Mk3 1.1i/1.3i e che vedrà la sua massima espressione sulla Focus.


Il comparto sospensioni, che per molti era il tallone d’achille della vecchia guardia, viene eccellentemente revisionato, rendendo la Fiesta una delle auto più divertenti e sicure da guidare, superando anche questa volta ogni standard per una vettura compatta. La sospensione anteriore completamente riprogettata prevedeva un telaio ausiliare per rinforzare la struttura e isolare più efficacemente il motore. Sul retrotreno il nuovo schema a doppio assale torcente incorpora bracci più robusti e una nuova geometria per migliorare la tenuta di strada e molle più soffici per un maggior comfort stradale.


Sul fronte della sicurezza non mancano gli aggiornamenti, debuttano i sistemi EBD e TCS, affiancati all'ABS già collaudato sulle precedenti versioni; il doppio airbag frontale viene fornito di serie, insieme ad un telaio piu resistente e ad un nuovo piantone dello sterzo dotato di stelo collassabile.
Con questa quarta generazione la Fiesta amplia enormemente il suo target, riuscendo a soddisfare una grossa fetta di clientela dalle più disparate esigenze.
Ancora una volta è best seller in Inghilterra e riscuote successo in tutta Europa, in Brasile, Argentina, Cile ed Asia (grazie anche alla joint venture con Mazda, tramite la quale la Fiesta viene prodotta sotto il nome di Mazda 121). Una nota di colore: il piccolo Kent  da 1.0  riesce ancora a farsi onore venendo scelto, in versione FlexFuel per il mercato sudamericano.


Gli impianti di produzione europei vennero fortemente potenziati ed automatizzati; ogni nuova Fiesta richiedeva un tempo di circa 18 ore per essere completamente assemblata e dagli stabilimenti ne nasceva una ogni quattro secondi, stabilendo l'ennesimo record mondiale.
E così l’esemplare numero 8'500'000 nacque nel 1996, tagliando ancora un nuovo traguardo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fiesta Mark 5 – New Edge, le sei sorelle


Nel 1999 le linee del design "New Edge", già presenti sulla figlia dell’Mk3, la Ka, sull’erede della Escort, la Focus, sull’ammiraglia  Mondeo che ispirò la Mk4 e la sua declinazione sportiva, la Puma, vengono introdotte anche sulla Fiesta, spalancando i cancelli della fabbrica alla quinta generazione, che tuttavia ebbe vita breve, soltanto tre anni, in attesa di un nuovo ambizioso progetto, poi sfociato nella Mk6, mentre, negli studi di Design, una vettura chiamata “Verve”, figlia di un nuovo sconvolgente design scalpitava, pronta a ricevere l’eredità pesante del nome Fiesta.
Sostanzialmente la mk5 condivide lo stesso telaio e la stessa meccanica della versione precedente,  con il semplice adeguamento del muso ed di alcuni particolari di carrozzeria in stile New Edge.

 

Le dotazioni di bordo vengono arricchite con la presenza di serie del servosterzo, airbag laterali ed aria condizionata; TCS, EBD ed ABS vengono ulteriormente aggiornati. La Mk5 inoltre vede sparire l’ultimo retaggio della Mk3, la centralina ECC-IV, definitivamente rimpiazzata dalla più performante ECC-V, che già aveva fatto sentire la sua voce nella Mk4, salvo poi misteriosamente venire rimpiazzata dal precedente modello.


Il comparto motori rimane sostanzialmente invariato ad eccezione del 1.8 diesel, che viene affiancato da un altrà unità di pari cilindrata, ma dotata di turbocompressore.


Grande assente della quarta generazione era una versione sportiva della Fiesta, che aveva ceduto il posto all’arrembante ma pretenziosa Puma, e viene quindi reintrodotta con l'allestimento Zetec-S estetica lievemente più aggressiva.


Nonostante gran parte del suo design derivi da concezioni con ormai di più di 10anni sulle spalle, la validità del progetto Fiesta la fa riconfermare nuovamente best seller nel Regno Unito.

Una versione berlina della mk5 viene prodotta in India e poi esportata anche in Sud Africa, Messico e Cina, dove le berline hanno più successo delle due volumi, questa versione prenderà il nome di Ikon.

 

 

 

 

 

La Fiesta Mk6 – Una poltrona per due

Durante la produzione della mk5 era già nell'aria l'idea di realizzare un progetto totalmente nuovo,  che estremizzasse il nuovissimo Kinetic Design, evoluzione del New Edge.

 

Molti prototipi vennero fuori, alcuni si concretizzarono (come la Street Ka), altri, come la Fiesta RS, la Focus Hybrid ed una rinata Cougar rimasero lettera morta.

 

Dopo molte indiscrezioni e speculazioni, nel 2002 viene finalmente presentata la sesta generazione della Fiesta, che esattamente come per la Mk3 venne progettata partendo da carta bianca, senza più legami con le precedenti versioni.


Esteticamente è chiaro il salto generazionale, senza più alcun tratto in comune con le sue antenate; con la Mk6 infatti viene inaugurato il "Kinetic Design", che presto interesserà tutta la gamma Ford.


“Muore”, ma solo sulla carta, la gloriosa serie Zetec, rinominata in Duratec  ed aggiornata alle stringenti normative Euro 4, che ne mortificano leggermente le doti prestazionali.

 

Inizialmente vengono rese disponibili unità con cilindrata di 1.25, 1.3, 1.4 e 1.6.

I propulsori diesel vengono completamente rimpiazzati dal nuovo TDCi, dotato di iniezione elettronica Common Rail e progettato in collaborazione col gruppo PSA (gli stessi motori, infatti equipaggiano anche vetture Citroen, Peugeot e Mini); inizialmente era disponibile solo una versione 1.4 TDCi dotata di turbocompressore, successivamente venne affiancato da un 1.6 TDCi, sempre turbocompresso, ma dotato anche di intercooler; questa nuova gamma di motori a gasolio venne chiamata Duratorq, mappati per limitare al massimo i consumi, ma di certo non per esaltarne il brio.


Dal 2004 ritorna la versione sportiva, chiamata ST, ed equipaggiata con il  2.0 Duratec da 150 cavalli, di derivazione Mondeo. Ford tentò di rinnovare l'anima sportiva di quest'auto, riportando in auge il mito XR2 (in Australia la ST viene chiamata XR4). 

 

Accanto alla ST venne poi affiancato l’allestimento S, pressoché identico nell’estetica alla ST, ma con potenze inferiori date dall’uso di propulsori più tranquilli come il 1.6 Duratec ed il 1.6 Duratorq TDCi.

 

Parallelamente a queste due nuove versioni sportive Ford svelò al Salone dell’Auto di Ginevra un prototipo per quella che sarebbe dovuta divenire entro breve la Fiesta RS, decisamente più estrema e performante della ST, strizzando l’occhio alla sorella maggiore: la Focus RS.

 

Purtroppo il progetto non uscì mai dallo stadio di prototipo, lasciando a bocca asciutta chi già pregustava una versione così agguerrita della piccola Fiesta, ed il vero motivo non fu mai chiaro. Molti accusarono il telaio d’essere poco adatto a sopportare una simile potenza, ma tra gli addetti ai lavori serpeggiò il sospetto d’una probabile guerra tra Fiesta e Focus, esattamente come tra la Mk2 Xr2 e la Escort Xr3.

Anche per la mk6 fu allestita una versione berlina, prodotta inizialmente per il Brasile, ed esportata poi in altri stati.

Con questa nuova e completamente inedita generazione, la Fiesta accusò  per la prima volta il colpo sul mercato, ricevendo critiche per il suo design e per la sensazione di pesantezza e mancanza di grazia che esso trasmetteva. Non riuscì più a conquistare la vetta di best seller in Inghilterra fino al 2006; ma mantenne comunque i vertici delle vendite in tutta Europa.

Nel 2005 viene commercializzato un restyling della mk6, è la volta quindi della mk7, anche se molti appassionati la definiscono Mk6b, proprio per le minime modifiche apportate al modello.

Questa nuova versione mantiene gli stessi motori e la stessa meccanica della precedente,  anche per la mk7 sono previste le versioni S ed ST.

 

Inoltre, i tempi del rientro della Fiesta nel mercato nord americano non sono ancora maturi: l'ultimo esemplare prodotto risale al 1980, ancora nella sua prima generazione.

 

Fiesta Mk8 – Rinasce la Verve, rinasce la Fiesta


Al salone di Francoforte del 2007 viene finalmente presentata la concept-car Verve, che già aveva poco e niente l'aria d’un prototipo e svelava le probabili linee della nuova generazione di Fiesta.

L’estetica è completamente rinnovata e figlia della naturale evoluzione del già noto Kinetic Design, una linea filante e moderna della carrozzeria si accompagna a degli interni di fattura decisamente migliore rispetto alla generazione precedente, con un design originale e l’implementazione di nuove funzioni (computer di bordo interattivo, comandi al volante, interfaccia Bluetooth ecc.)

 
Dopo alcune incertezze sul nome definitivo da dare a questo nuovo modello, in Ford si decise che trent’anni di gloriosa tradizione non potevano esser dimenticati, decidendo così di mantenere il nome tradizionale, in luogo del probabile Verve.

 

Corsi e ricorsi storici: anche la prima Fiesta avrebbe dovuto chiamarsi Bobcat


L'ottava generazione venne presentata negli showroom nel settembre 2008, durante il 2009 prenderà il volo verso l’Asia e l’America, avvalendosi di due nuovi stabilimenti produttivi e intraprendendo una coraggiosa politica da auto “mondiale”, esattamente come l’antenata Mk1.



La mk8 condivide il pianale della sorella Mazda2, con la quale è anche accomunata da alcuni tratti estetici.
I primi motori a muovere la Fiesta sono due versioni del classico 1.25 benzina (60 e 82 cavalli rispettivamente), un 1.4 benzina da 91 cavalli ed un inedito 1.6 Ti-VCT Duratec da 115 cavalli. Per i diesel verranno riutilizzati i precedenti motori 1.4 e 1.6 Duratorq TDCi.
La trasmissione si avvale di un classico cambio meccanico a 5 marce o un di automatico a 4 marce, viene introdotto inoltre un nuovo sistema electric motion per il servosterzo in luogo del precedente sistema idraulico, in grado di diminuire il carico sul motore e d fornire una rigidità variabile in funzione della velocità di marcia..

 

 

Il 2009 vedrà inoltre la probabile commercializzazione della versione S dotata del 1.6 turbo succitato, mentre voci di corridoio accennano alla rinascita del progetto RS, con una probabile commercializzazione tra il 2010 ed il 2011.

Nel 2009 Fiesta compie 33 anni.

 

Auguri!


 

Fiesta nello sport


Dopo appena 32 mesi dalla sua prima entrata in scena nel '76, la Fiesta era già pronta per gareggiare in uno dei più importanti eventi motoristici: il Rally di Montecarlo.
La vettura utilizzata era equipaggiata con un motore 1.6 da 155cavalli, con carburatore Weber doppio corpo, carter secco, accensione elettronica e differenziale a slittamento limitato; pesava soltanto 800chili. Ottenne un sensazionale decimo posto assoluto, pur essendo alla sua prima uscita nel mondo delle gare.

In Regno Unito la Fiesta fu protagonista fin dagli anni '80 di un campionato monomarca a lei dedicato, chiamato originariamente Ford Fiesta Championship che proseguì fino ai giorni nostri cambiando ripetutamente nome. Attualmente la British Racing Sports Car Club organizza campionati dedicati al monomarca Ford ed alcuni dedicati esclusivamente alla Fiesta.

Un altro campionato monomarca è il Fiesta Sporting Trophy, iniziato nel 2006, prevedendo gare su tracciati da rally, con vetture tutte alla pari in termini di prestazioni

Nel 2007 viene anche presentata la Fiesta S2000 dal Pirtek Rally Team, con la quale viene disputato il Rally d'Australia. Attualmente il Team ha perso l'appoggio del suo principale sponsor, bloccando di fatto lo sviluppo della vettura e la sua omologazione internazionale.


Sin dal 1977 la Fiesta è rimasta tra le 10 auto più vendute in Regno Unito, nel 1990, 1991 e dal 1996 al 1998 la Fiesta è stata la più venduta in assoluto, ottenendo per 19volte il titolo di best seller.
Fu anche 12 volte best seller in Germania e 4 in Spagna.
Ad oggi sono state prodotte più di 12 milioni di esemplari.
Fiesta in Italia è stata più volte l'auto estera più venduta (con più di 1 milione e 600 mila esemplari), un italiano su tre l'ha guidata; attualmente è sul podio delle vendite sia per quanto riguarda le immatricolazioni totali, sia per il solo mercato diesel.